Bachi da seta e lenti a contatto

martedì 15 ottobre 2013 da V.M.

Che cosa possono avere in comune le lenti a contatto con i bachi da seta?

Recentemente si è scoperto che queste larve generate dalla farfalla Bombyx Mori nutrendosi solamente di foglie di gelso, creano una proteina utilizzabile in moltissimi campi, oltre alla millenaria produzione dei fili di seta. Pur rimanendo richiestissimi nel settore tessile i filamenti elaborati da queste creature, composti da proteine resistentissime fibroina e sericina, sono anche biocompatibili oltre  ad essere privi di rigetto se usati per scopi biomedici.

Il filato serico è perfetto per realizzare fili da sutura antiossidanti e antibatterici, mentre nell’ingegneria dei tessuti o tissutale si costruiscono protesi usate ad esempio per riparare danni corneali e lenti a contatto di nuova generazione.  

Per il mercato cosmetico si realizza shampoo, unguento e crema in tutto ciò la Fao attesta i bachi da seta come possibile insetto commestibile per combattere la fame nel mondo.

Inoltre arrivano dall’Università di Notre Dame i risultati positivi della ricerca, condotta da Malcom J.Fraser, che ha prodotto bachi da seta transgenici. Gli scienziati sono riusciti a inserire una parte di DNA dei ragni nei bozzoli, dando vita a un nuovo materiale, sempre resistentissimo ma ancora più sottile ed elastico.

Fraser spiega che: ”La ricerca rappresenta una scoperta significativa nello sviluppo di fibre si seta di altissimo livello, per applicazioni mediche e non. La generazione di filamenti di seta con le proprietà della seta di ragno è sempre stato un importantissimo traguardo della scienza dei materiali.”. Difatti con questo super-materiale si possono ricreare tendini e legamenti.

Grazie a tutte queste incredibili caratteristiche anche in Italia si è ripreso a intraprendere il mestiere del bachicoltore, oggi le aziende agricole impegnante su questo fronte sono oltre la ventina, lavoro appagante e d’introiti sicuri.

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